Il Thai viene anche chiamato Siamese Tradizionale; spesso si sente dire “Il Siamese di una volta”, il che genera molta confusione e molta gente si chiede: “Ma che differenza c’è tra il Thai e il Siamese?”.

Possiamo dire senza tema di smentita da parte di altri esperte e competenti che l’antico Siamese e il vero Thai sono geneticamente identici. Chi ha l’onore e la fortuna di avere dei Thai con un Pedigree di oltre 100 anni avrà una genealogia nella quale i gatti sono tutti registrati come Siamesi e ad un certo punto diventano formalmente Thai. Ad eccezione di TICA, in America nessun’altra Associazione riconosce il Thai, la medesima cosa avviene in Gran Bretagna dove sono sbarcati i primi e veri Siamesi alla fine del 1800. Il GCCF non riconosce la razza Thai, ma solo il Siamese. Questo porta ad avere Pedigree o Certificati di conformità allo Standard di razza sui quali alcuni Thai risultano discendere dai Siamesi: sono tutt’altro che imbastarditi!

Tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90 del secolo scorso, questa razza venne riconosciuta con un nuovo nome.

Le migliori linee di sangue erano in Inghilterra, ma fu in Germania, grazie alla dedizione di alcuni allevatori tedeschi, che venne riconosciuta la razza con il nome Thai. In Italia si animò un simile movimento e la razza venne chiamata “Cream Caramel” (alcuni Pedigree riportano la sigla che sta per Cream Caramel: si riferisce a quei primi esemplari), ma quando fu richiesto al Board WCF il riconoscimento di razza, si comprese che era appena stata riconosciuta con il nome Thai, il nome tuttora utilizzato per identificare la razza. Se il gatto Siamese fu chiamato così perché proveniva dall’antico Siam, il gatto Thai si chiama così perché origina dall’antico Siam e attuale Thailandia. Due nomi diversi per lo stesso Paese, due nomi diversi per lo stesso gatto.
Alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, si riuscì così a ripristinare l’allevamento del Siamese di una volta chiamandolo Thai. In quel momento furono necessariamente diverse le strade e strategie per sviluppare la razza ed aumentarne il numero di esemplari.

Dal riconoscimento di razza, ci sono state almeno due strade diverse per la selezione della “nuova” razza Thai: ricostituire la razza dai numerosi gatti colorpoint di casa attraverso il noviziato, oppure recuperare la antiche e autentiche linee dei Siamesi. In alcuni casi si è percorso entrambe le strade.Spesso non si sa nulla dell’origine dei gatti colorpoint di casa, non si sa quali fossero i genitori ed essendo il gene himalaiano un gene recessivo, un cucciolo colorpoint puo; nascere da due gatti dall’aspetto comune. Nei paesi costretti per motivi storici e politici all’isolamento alle volte questo ha significato la salvaguardia di alcune linee e altre volte l’imbreeding con razze che nulla evavano a che fare con il tradizionale Siamese. L’Inghilterra per esempio a causa della lunga trafila della quarantena per gli animali, ha preservato maggiormente le linee dei Siamesi di una volta, mantenendo lo Standard e la linea di sangue. Mantenere l’isolamente e’ stato un vantaggio perche’ oltre a preservare le linee di sangue, ricordiamoci che i primi Siamesi arrivano in Inghilterra e tuttora i Siamesi sono molto amati e diffusi. Lo stesso isolamento, seppur per diversi motivi, accadde nell’Europa dell’Est, dove coscienziosi e sparuti allevatori riuscirono a preservare poche e rare linee di sangue di antichi Siamesi che arrivarono a noi dopo il crollo del muro di Berlino.  In Russia c’e stata una situazione simile. C’erano presenti alcuni linee di pochi gatti Siamesi ma sembra che ebbero maggiore popolarita’ grazie ad un regista di teatro. E’ noto infatti che questo regista di teatro negli anni intorno al 1960 riusci’ ad importare una coppia di gatti Siamesi dall’America. I Russi amavano i gatti Siamesi ma la situazione economica e sociale del paese non consentiva loro di importare o allevare gatti di razza. Cercarono quindi di mantenere la razza accoppiando gli sparuti esemplari con altri gatti, spesso non di razza. Ovviamente questo tipo di selezione, porta nel tempo molti nuovi colori e disegni inesistenti nel Siamese Tradizionale. Colori come il Silver e il Golden derivano dai British Shortair e dai gatti Persiani, così come il Red e il Tortie Point discendono da accoppiamenti spesso casuali avvenuti decenni fa con dei bei gatti rossi di casa.

Non si discute la bellezza di questi mici: tutti i gatti sono bellissimi; è fuori di dubbio che in questo modo viene persa la purezza della razza. Ognuno è libero di selezionare ed allevare quello che ama di più, anche se e’ interessante comprendere i motivi principali per cui gli allevatori che prediligono le linee pure degli autentici Siamesi non sono affatto interessati a questi tipi di colorazioni o disegni.

Tuttavia c’è una curiosità da riportare rispetto ai Red Point e ai Tortie ed in merito alla loro introduzione in allevamento. Il Siamese Cat Club, fondato a Dublino nel 1953, è stato il primo Club Felino in Irlanda. Ricordiamo in particolare, una signora irlandese, Kathleen Williams, era una famosa allevatrice e giudice di Siamesi della Gran Bretagna. Il nome del suo allevamento era “Doneraile”, questo nome si trova nel pedigree dei primi siamesi. Fortunatamente ci sono ancora dei discendenti viventi di questi gatti, alcuni dei quali ora sono Thai. Questa allevatrice e giudice ha dato grande incoraggiamento ai fondatori del club irlandese che assegna tutt’ora ogni anno un trofeo Doneraile. In uno dei suoi libri, Miss K. Williams indica come degli accoppiamenti imprevisti tra i gatti Siamesi ed alcuni gatti di casa rossi diedero origine a Red e Tortie Point che furono selezionati e successivamente introdotti ed accettati come variazione del colore del Siamese.

Negli anni ’50 del secolo scorso i colori accettati del Siamese erano il classico Seal Point, chiamato anche “Royal Siamese”, il Chocolat Point, il Blue Point ed il Red Point.

Recuperare le antiche e autentiche linee è stato ed è un impresa molto impegnativa ed e’ anche l’obiettivo del gruppo PREOSSIA. Negli ultimissimi anni si sta tentando una terza strada, sul quale il gruppo PREOSSIA sta facendo da apripista. Cercare di importare gatti di razza Thai (Wichien Maat) direttamente dalla sua terra d’origine : la Thailandia. Ci sono degli studi scientifici che confermano quanto il DNA di questi gatti provenienti dal Sud Est Asiatico sia vario e diverso rispetto ai gatti nati in Europa. Una selezione veramente appreabile. Va detto che non è solo la ricerca della mera bellezza estetica e della assoluta purezza di razza: incrociare volontariamente esemplari di questa straordinaria razza con altri gatti purtroppo fa perdere la peculiarità data dal loro carattere. Il vero Thai è un gatto indimenticabile: è un gatto molto intelligente e buono, chiacchierone, comunicativo, socievole e affettuoso.

Secondo Martin R. Clutterbuck (“Siamese Cats: Legends and Reality”,), quando ci fu il riconoscimento di razza per il WCF, poiché i Thai discendevano dai Siamesi importati spesso dall’Inghilterra, alcuni allevatori di Thai incrociarono i loro Thai puri ma troppo eleganti con altre razze come il British Shorthair per arrotondare le fattezze; incroci che a tutt’oggi si rivelano in gatti bellissimi, ma troppo tondi e poco eleganti. Le pure linee degli autentici e veri Siamesi rimasero quindi in mano ad un solo e piccolo gruppetto di allevatori in Germania.

Lo Standard WCF dice esplicitamente che “Obiettivo dell’allevamento della razza Thai è il Tradizionale tipo di Siamese”. Qual è quindi il tradizionale tipo di Siamese? Per saperlo dobbiamo andare a vedere le foto e la storia del gatto Siamese. Concentrandosi principalmente nel ventennio 1950/1970, anni d’oro per il Siamese: ogni famiglia ne aveva uno ed erano molto ricercati ed amati. Purtroppo oggi, forse per contrastare l’estrema eleganza del Siamese Moderno, qualcuno seleziona dei Thai troppo tondi. Lo Standard stesso del WCF dichiara che il Thai non è un gatto tondo: sono considerati gravi difetti le guancie troppo pronunciate e gli occhi rotondi perchè segno di ibridazioni con razze estranee.

“Siamese Cats” Milo G. Denlinger 1964, “The Breeding and management of the Siamese Cats” Kathleen R. Williams 1950, “Siamese Cat”by Rose Tenent 1950

Qui un interessante archivio con foto dei primi e autentici Siamesi, denominati Old Style Siamese, definzione che viene data ai Thai anche da TICA: http://www.oldstylesiamese.co.uk/page15/index.html