Sono nato e cresciuto a Milano. Sun Milanès: ho anche la tessera del WWF come specie in via di estinzione… In casa sono stato amato, viziato, castigato… d’altra parte sono e resto figlio unico! I miei genitori non mi hanno mai fatto mancare nulla, ma i soli animali che abbiamo avuto in casa sono stati: un canarino che era di mio papà da “signorino” e in tempi non ben precisati un pesce rosso! In più io ero considerato il porcellino di casa… Quando ho conosciuto Anita l’ho subito considerata una specie di Heidi, con le caprette che le facevano ciao.

Hanno sempre detto di me che sono un secchione: occhiali fin da piccolo, voti sempre alti a scuola, una buona dose di sicurezza e preparazione (o di faccia tosta) che mi consentiva di aprire discussioni alla pari con gli insegnanti. Mia madre racconta spesso a mia moglie aneddoti della mia infanzia (che così è anche la mia memoria storica perché tendo ad essere un po’ sbadato o, come dico io, a ricordare solo le cose essenziali per non sprecare neuroni): posso raccontare che quando la maestra in prima elementare disse «Provate a scrivere una parola» mentre tutti scrivevano “casa”, “letto”, “mamma”, “papà”… io scrissi: “Zoologia: è la scienza che si occupa dello studio degli Animali”. Evidentemente… da qualche parte c’era scritto che anche se l’unico animale di casa per molti anni sono stato io, nel futuro le cose sarebbero cambiate!

Dopo aver passato un po’ di anni a studiare Medicina, tra una perdita di tempo e l’altra ed il servizio militare da svolgere per impossibilità all’ennesimo rinvio, ho modificato leggermente il mio percorso: mi sono iscritto ad una Laurea Triennale della stessa Facoltà e lì ho conosciuto Anita. La prima sorpresa è stata la sua provenienza dalla terra che mi aveva appena ospitato in caserma per dieci mesi: il Friûl! E poi avevo deciso di darmi alla pazza gioia e di provarci con tutte le ragazze del corso senza troppe complicazioni sentimentali; alla prima occasione mi sono proposto per studiare insieme ed aiutarla a superare un esame: da cosa nasce cosa e le mie aspirazioni di “sciupa femmine” si sono disintegrate nei suoi occhioni blu!

Appena discussa la Tesi eravamo già impegnati con i preparativi del matrimonio e, un po’ per scherzo un po’ sul serio, la mia dolce fidanzata mi ha trascinato ad una “Mostra di Gatti” (oggi da noi meglio conosciuta come Esposizione Felina) manifestando il desiderio di avere un gatto nella nostra nuova casa. L’idea non mi dispiaceva a priori, anche se ero realmente intimorito dalla novità e da una serie di complicazioni mentali di chi non ha mai goduto della compagnia di un animale, ma tentai una timida quanto inutile (avrei dovuto saperlo) obiezione: «Ma avremo già un cane che tu porti in dote…», «La Cica ADORA i gatti!»; il che non solo è vero, ma credo ormai che il nostro cane sia convinta di essere lei stessa un felino!

Ma quale gatto? Anita non aveva dubbi: «Un siamese, voglio un siamese! Ne ho avuti due da piccola…» Sapete come sono fatte le donne: quando si mettono in testa un’idea non le schiodi più… Per me esistevano solo due tipi di gatto: quelli col pelo lungo erano i “persiani”, quelli col pelo corto i “siamesi”, ma non avevo la più pallida idea di come effettivamente fossero fatti, a parte una foto che avevo visto su settimanale. A questa famosa Expo, finalmente Anita vide un cartello con la scritta “Siamese”, cominciò ad emettere gridolini di giubilo del tipo «Eccoli, finalmente, eccoli!»… Si trattava, dei nuovi Siamesi selezionati, allungati, affusolati. La mia reazione è stata a dir poco imbarazzante: «Amore, ma ti piacciono davvero questi mostriciattoli anoressici?», dovevo tentare con ogni strategia di convincerla a prendere il gatto che volevo io ! Col senno di poi, devo delle scuse a quell’Allevatore, ma si può capire il mio stato d’animo di allora. Dopo aver girato tutta la mostra in cerca dei “Siamesi” come li ricordava Anita, un Allevatore evidentemente mosso a compassione ci spiega gentilmente che quei “Siamesi” erano stati ribattezzati “Thai” e da lì è scattata la ricerca ossessiva di tutti i siti web possibili ed immaginabili da parte di Anita fino ad imbattersi in quello dell’Allevatore da cui successivamente prendemmo la nostra Liebe. Stando anche loro a Milano, ci accordammo per visitarli una sera e, da quando la piccola Phom Rak Khun dei Navigli mi ha messo i suoi occhioni blu addosso, è iniziata la nostra storia d’amore e d’avventura.

Il resto si sa… Ammetto che nel giro di pochi anni la mia vita è completamente cambiata: ho finito gli studi, lavoro con grande soddisfazione, ho una moglie che “adoro… sopportare”, insieme a lei ho sposato anche il suo cane, gli amici per il matrimonio ci hanno riempito la casa di pesci rossi, abbiamo tenuto con noi una cucciola di Liebe, è arrivato anche Sheth e sull’onda dell’entusiasmo per questi fantastici compagni di vita abbiamo fondato il nostro Allevamento Amatoriale con tanto di registrazione e Pedigree!

Da cittadino convinto, riconosco che non è poi tanto male ricevere il bentornato a casa e le coccole dalla tribù a quattro zampe, essere salutati dai guaiti, essere cullati fino al sonno dalle fusa, essere svegliati dalle loro linguette scabrose ed umide, trascorrere qualche ora ad accarezzare il loro mantello morbido e setoso, scambiarsi occhiate e carezze interpretando il reciproco linguaggio necessariamente diverso.

Sono passati diversi anni da quando scrissi queste parole, la dolce cagnolina Cica non e’ piu’ con noi e anche la nostra vita e’ cambiata sotto molto aspetti.

Alla fine “Heidi” si perde ancora per le strade di Milano, e anche io ora sono un allevatore, anche se faccio il “lavoro di fatica” : prendere aerei per portare o prendere dei gatti, andare in Expo Feline, accompagnare i cuccioli nella nuova casa se non e’ possibile fare altrimenti. “Heidi” con un certo disappunto mi stupisce ancora perche’ spesso per istinto arriva a conclusioni comportamentali ed educative che si rivelano corrette, questo è l’unico (!…) campo in cui non posso dire «Ho sempre ragione.».